PRESUPPOSTI

 

Dalla nascita casuale e improvvisata di questa iniziativa abbiamo cercato di ottenere due risultati egualmente importanti. Il primo risultato è stato quello di coinvolgere molte persone desiderose di esprimere solidarietà in modo concreto e utile, disegnando i mattoni, comprandoli, aiutando nell'organizzare, nel gestire i banchi, le spedizioni, il magazzino o aiutandoci offendo spazi gratuiti in fiere ed eventi, scrivendo articoli e in tanti altri modi. Grazie a loro abbiamo fatto nascere un’opera d’arte collettiva, un mosaico di centinaia e centinaia di immagini eterogenee per stile e linguaggio ma unite in un coro di voci che tutte assieme hanno cercato di concretizzare la vicinanza alle popolazioni terremotate dell’Emilia, insistendo ben oltre il limite oltre il quale il terremoto “non fa più notizia” per testimoniare (una volta tanto) la capacità di non dimenticare chi è vittima.

 

L’altro risultato è stato quello di dare trasparenza, anche se con molte lacune e limiti oggettivi, alle donazioni e cortesia nei rapporti con le centinaia di persone coinvolte. Questa attenzione ad un modo più scrupoloso e aperto agli aspetti comunicativi che spesso vengono trascurati è per noi un segno di rispetto verso chi offre una parte del suo tempo per partecipare a qualcosa di utile in modo concreto e non solo di facciata o simbolico. Le poche migliaia di euro raccolti e donati sotto forma di acquisto materiale per le scuole valgono di più se chi ha contribuito ne ricava la sensazione che sono veramente stati usati come è riscontrabile dalle informazioni sul sito. Agire in modo meno scrupoloso sarebbe stato meno complicato, e forse ci avrebbe permesso di fare meno fatica e ottenere risultati di immagine più importanti, ma noi crediamo che non deludere le persone propense a fare del bene sia molto importante. Naturalmente le nostre mancanze sono molte, ma cerchiamo sempre di recuperarle o di non peggiorarle.

 

 

PERCHÉ UN EVENTO CONCLUSIVO?

 

Proprio perché nata sotto l’impulso emotivo e l’urgenza di essere utili da subito, questa iniziativa non è stata progettata a lungo raggio. Era nata al momento del sisma nell'ambito della festa del fumetto al Bonvi Parken a Modena nel giugno del 2012 e sarebbe dovuta terminare lì. Ma poi abbiamo visto che per essere corretti e trasparenti serviva fare il sito; inoltre volevamo gestire con correttezza la rete di contatti e siccome continuavamo ad incontrare autori entusiasti di fare un loro mattone assieme ad enti, associazioni, istituzioni molto disposti ad aiutarci, è venuto spontaneo continuare. Più si andava avanti è più scoprivamo le potenzialità di questa iniziativa e finché avevamo la possibilità, in parte concreta e in parte solo auspicata, di avere l’appoggio dell’associazione ComixComunity ci siamo sentiti incoraggiati e abbiamo continuato per dimostrare come la solidarietà può diventare una costante e non essere sempre e solo una reazione emotiva del momento. I fatti ci hanno dato ragione ma molti appoggi su cui contavamo sono venuti a mancare ed oggi siamo in pochissime persone a dover chiudere in modo bello e dignitoso una cosa che si è fatta molto impegnativa e complicata proprio perché i tanti contributi di idee hanno amplificato il progetto e nuove collaborazioni ci hanno spinti a osare l’impresa di concludere con qualcosa di bello, utile e coerente.

 

Uno dei problemi più importanti, sorto quasi da subito, è sempre stato: “Cosa fare dei mattoni invenduti nel momento in cui si chiuderà l’iniziativa”? I mattoni non sono nostri, ma degli autori e dei terremotati per i quali sono stati fatti e questo è un punto fermo che teniamo sempre presente. Restituire i mattoni invenduti in modo sistematico sarebbe per noi impossibile, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista logistico (siamo una manciata persone che lavorano e vivono in città diverse). Si trattava quindi di trovare una soluzione che permettesse di utilizzare i mattoni invenduti in modo comunque utile, anche se non si trasformava in soldi da spendere per le scuole. Per mesi e mesi il problema è rimasto in sospeso, fino a che si è avuto il coraggio di immaginare una soluzione bella ma piena di incognite. L’idea iniziale era di vetrificare i mattoni invenduti e con quelli costruire un muretto in una delle scuole destinatarie delle donazioni, ma presto si è capito che il processo di cottura al forno avrebbe potuto rovinare i disegni, realizzati con tecniche e materiali eterogenei. Da qui si è passati all'idea di farli riprodurre in ceramica, sul retro degli stessi mattoni e poi murarli dalla parte dell’originale, e quindi non solo quelli invenduti, ma tutti i mattoni, in modo di non creare distinzioni tra i mattoni venduti e quelli invenduti. Non vogliamo che nessuno pensi ci possa essere una distinzione di qualità; per noi ogni mattone ha un valore in quanto gesto di altruismo e del resto sono stati venduti mattoni brutti e belli, e sono rimasti invenduti mattoni belli e brutti, in parte anche a causa della nostra scarsa capacità di promuovere e incentivare le vendite. Ora l’idea è di riprodurre TUTTI i mattoni su ceramica e con questi rivestire il muretto che sostiene una pista per il gioco delle biglie, la cui forma simboleggia l’idea di continuità. Diventerà un gioco intorno al quale bambini e adulti potranno divertirsi ma sarà anche un allegro monumento alla creatività e alla solidarietà.

 

Quindi la soluzione in grado di risolvere brillantemente il problema era di far riprodurre TUTTI i mattoni in ceramica e con questi realizzare una costruzione che fosse nello stesso tempo un’opera d’arte collettiva, un monumento alla ricostruzione e alla solidarietà e magari anche un gioco per bambini, visto che il luogo ideale dove realizzarla è una delle scuole a cui abbiamo devoluto i proventi, o comunque un luogo pubblico fruibile dai bambini. Gli ultimi mattoni invenduti verranno usati per costruire un piccolo marciapiede intorno alla pista. Le immagini originali dipinte su questi mattoni saranno così destinate a cancellarsi col tempo, con le intemperie e dal calpestio dei bambini, ma anche questi faranno parte dei mattoni riprodotti in ceramica e le immagini rimarranno nel tempo sul muretto della pista.

 

Ma come realizzare una cosa tanto impegnativa a costo zero? Perché rimane fermo il nostro intento di devolvere fino all'ultimo centesimo ogni vendita di mattone. L’idea ha cominciato a concretizzarsi nel momento in cui l’assessore allo sport di Montale Rangone (MO) Valler Govoni, in quanto presidente del consorzio Ceramiche Artistiche CerArte ha trovato la disponibilità della ceramica Forme 200 di Sassuolo, nella persona del titolare Dario Brugioni, che ha generosamente garantito l’intera produzione delle piastrelle a titolo completamente gratuito. Questo punto fermo ci ha permesso di chiedere altre collaborazioni, in modo da poterci presentare alle scuole e ai Comuni con una proposta seria e fattibile. Roberto Papetti, esperto a livello nazionale di ludologia (gioco in tutte le sue ramificazioni), che ha ideato la struttura a forma di fiocco che consiste in un muretto che supporta una pista per il gioco delle biglie e che può essere tappezzato come un mosaico di piastrelle in ceramica riproducenti le immagini di tutti i mattoni.

 

Di recente è arrivata anche la disponibilità della ditta Marmografica di Castelvetro (MO) con Stefano Selmi che è entusiasta di fornire materiali e manodopera per costruire la pista vera e propria in cemento speciale.

 

Abbiamo da qualche mese la collaborazione di Francesco Guccini come testimonial dell’iniziativa. Non abbiamo ancora sfruttato in pieno questa grande possibilità mediatica, perché vorremmo farlo nel momento in cui riusciremo a stringere un accordo con uno dei Comuni dell’area colpita dal sisma per poter annunciare luogo e data dell’inaugurazione e la festa che si potrà creare intorno all'evento.

 

Vogliamo DONARE l’opera a un Comune senza chiedere soldi pubblici e anzi vorremmo effettuare le ultime donazioni alle scuole di quella zona ma in cambio vorremmo che il Comune fornisse garanzie di manutenzione della pista, magari tramite un accordo con una polisportiva o un circolo che a sua volta potrebbe organizzare dei tornei di biglie o feste (magari sul fumetto).

 

A tutt'oggi ci manca ancora la ditta di costruzioni disposta a realizzare il muretto che sostiene la pista e la posatura delle mattonelle, ma contiamo di trovarla presto, perché c’è tanta gente generosa e lungimirante, più di quel che si pensa. Saranno ringraziati ufficialmente in una targa apposta sulla pista e cercheremo di dare in cambio la visibilità che possiamo dare, tramite il sito, la pagina FB e le iniziative che faremo.

 

Un progetto collaterale è quello di realizzare un libro a forma di mattone che raccoglierà tutte le immagini di Peppone e Don Camillo, che gli eredi Guareschi ci hanno gentilmente concesso di utilizzare come simboli dell’Emilia disegnandoli sui mattoni. Abbiamo uno stampatore/editore interessato al progetto (Impressioni grafiche di Alessandria) e ci piacerebbe poter presentare il libro finito assieme a Guccini e agli eredi Guareschi alla prossima Fiera del libro per ragazzi di Bologna. Naturalmente anche il libro mattone verrà commercializzato in modo da fornire nuove donazioni alle scuole.

 

Dovremo risolvere anche il problema delle tavole originali offerte da molti autori. Alcune riusciamo a venderle online o nelle fiere del fumetto. Fino all'ultimo cercheremo di venderle, anche durante la festa conclusiva. Poi, se ne avremo la possibilità, cercheremo di restituire quelle invendute.

 

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Quindi questo testo verrà modificato ogni volta che ci saranno importanti novità per informare tutti sullo sviluppo della situazione. Cercheremo di documentare anche le fasi di lavorazione con immagini e descrizioni, sia in questo sito che nella nuova pagina Facebook che ci apprestiamo a fare.

 

 

Ovviamente chiunque potrà offrire contributi,suggerimenti, disponibilità scrivendo a: 100mattoniemilia@gmail.com

 

 

IL BIGLIODROMO: DALL'IDEA INIZIALE ALLA SUA VISUALIZZAZIONE 

1) L'idea iniziale del ludologo Roberto Papetti.

 

2) La prima variante della pista proposta da Roberto Papetti.

 

3) Alcuni particolari della pista di Roberto Papetti.

 

4) Inizia il progetto: primo elaborato con la rivisitazione della pista, non più tondeggiante, ma squadrata per renderla più "simile" ai mattoni che la rivestiranno e per darle un aspetto più monumentale.

 

5) Planimetria originale della pista.

 

6) Alla planimetria originale è stato aggiunto un basamento a forma di Emilia Romagna per sottolineare con ancora più forza il legame di questa iniziativa con i territori colpiti dal sisma.

 

7) Rendering completo del Bigliodromo come dovrebbe risultare una volta completato con l'aggiunta di panche e sedute per eventuali spettatori e per rendere ancora più vivibile l'opera. Perché non fermarsi a fare due chiacchiere ammirando le opere di tanti disegnatori?

 

8-9-10-11) Il monumento alla ricostruzione: eccolo come verrà rivestito con il sudore e la generosità dei Mattonari che hanno realizzato queste splendide opere d'arte.